Mercato e concorrenza vs. Dazi e privilegi

Un po’ di ginnastica per il cervello di destrorsi e sinistrorsi: Giavazzi su Repubblica

Crozza e Ballaro’ sulla vittoria di Alemanno

un Alemanno sorprendentemente intelligente e pacato (anche se e’ ideologicamente confuso sulle dinamiche di un mercato moderno), un Chicco Testa che dovrebbe essere tolto dalla naftalina romana dove e’ stato messo da anni e messo in campo per sostituire i D’Alema e Fassino di turno (che hanno rotto le balle) ed un servizio che mostra quanto Alitalia sia un caso terminale pronto per una rapida eutanasia…

Sindaco di Roma

Ha vinto Alemanno. Ha vinto la destra. Cosi hanno voluto gli elettori, complimenti a lui.

Invece di piangere sul latte versato, bisogna che il PD e il csx in generale si chiedano il perché di questa batosta. Per me e’ molto semplice: Rutelli.

Che senso ha ricandidare Rutelli? Rutelli e’ stato sindaco di Roma per una decina d’anni. Non ha fatto sfracelli ma neanche cose mirabolanti, ma Veltroni e’ stato di gran lunga migliore di lui. Io dico, tra tutti i membri del PD, del csx, tra tutti i volti nuovi che si cerca tanto di pubblicizzare, perché ancora lui?O, facendo tanta dietrologia da due lire, volevano perdere apposta tanto per levarselo di torno? Siamo stati troppo “complacent”? Eravamo convinti di vincere solo perché siamo belli? Grave errore.

Ora, vediamo che cosa riescono a fare Alemanno e la sua giunta. Sembra che la sua prima uscita rispetti pienamente le priorità della sua campagna elettorale. Levare la teca dell’Ara Pacis. Sconvolgente l’intervento di sgarbi in fondo all’articolo.

Come dicono da noi: annamo bbene!

Grande Coalizione Brancaleone-Parte III

Per quelli di Destra con la memoria corta e/o all’estero da troppo:

“Il cavalier Berluskaz, mafioso e fascista”

Citazioni da discorsi di Umberto Bossi

“Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. E’ una costola del vecchio regime. E’ il piu’ efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la lega faceva cadere il regime, lui stava per il Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui e’ il tubo vuoto qualunquista. Ma non l’avete visto oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre?

Berlusconi e’ bollito. E’ un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all’Ulivo, segue anche lui l’esercito di Franceshiello dietro il caporale D’Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi e’ Berlusconi?
Il suo Polo e’ morto e sepolto, la Lega non va con i morti….

(ndr: Q.E.D.)

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( (Testo raccolto da Marco Travaglio e tratto da MicroMega Aprile 2001)

Degni compari: E non hanno ancora formato il governo…

Bulli da bar sport ministri della Repubblica:

Il Senatùr Bossi: “Berlusconi esegua gli ordini, riforme o facciamo un casino”

Bossi all’attacco: “Fucili caldi, pronti 300 mila martiri”

Tra i fascisti e la lega, auguri di buon governo a Forza Italia (gia’ perche’ ha ragione Fini, la PDL rimane un ectoplasma…)

Liberisti della mutua primi ministri:

Alitalia, Berlusconi minaccia l’Ue

“Può anche comprarla lo Stato”

Forse dovrebbe leggersi un manuale di economia invece dei libercoli di Tremonti…in particolare la voce “nazionalizzazione dei beni di produzione” ed i suoi effetti sul mercato e la produttivita’….ridicoli…altro che “liberisti”…daltronde, da uno che fuori dai protetti confini nazionali ha sempre fatto cilecca che ci si poteva aspettare?

chi crede poi di “minacciare” con la nazionalizzazione? la UE? sarebbe solo una rovina per il bilancio Italiano…sta bluffando con nulla in mano, ed e’ un bluff scoperto.

Intanto, l’Alitalia esce da Malpensa ed il mercato comincia subito a funzionare con buona pace dei sindacati, Formigoni, la Lega e Berlusconi con le sue cordate fantasma…

Lettera aperta a Walter Veltroni

Roma ai fascisti

Il problema con la destra Italiana?

che fondamentalmente e’ una destra fascista, becero-populista,

con buona pace degli pseudoliberali che gli danno copertura.

…Siamo un Paese anormale…

siamo un paese di fascisti e destrodi piu’ o meno latenti

prigionieri della nostra storia disgraziata

La bicicletta Italiana (II)

25 Aprile 1945: Liberazione dai Nazi-Fascisti!

1943-1945: un memo per chi, a Destra, vuole riscrivere i libri di storia

“I Partigiani erano i PATRIOTI, i fascisti erano solo dei FASCISTI. Il resto sono chiacchere”

Uccisi in azione:

~60,000 alleati (USA, UK, Australia, Polonia, Canada, India, Nuova Zelanda, Nepal, Brasile),

~44,700 partigiani

Uccisi in campi di concentramento nazifascisti: ~40,000 soldati italiani,

Civili uccisi in crimini di guerra nazisti e fascisti: ~15,000

Totale caduti civili teatro italiano:~85,000

Cimitero forze alleate

Patton e la 5a armata in Sicilia

Partigiani a Milano

Brigata Partigiana Gordini con il comandante Bulow a Ravenna

Partigiani Brigata Gordini a Ravenna

L’8a Armata sfonda nel fronte Romagnolo

Alleati in Toscana

«Nel nome dei governi e dei popoli delle Nazioni unite, ringraziamo…. di aver combattuto il nemico sui campi di battaglia, militando nei ranghi dei Patrioti tra quegli uomini che hanno portato le armi per il trionfo della libertà, svolgendo operazioni offensive, compiendo atti di sabotaggio, fornendo informazioni militari. Col loro coraggio e la loro dedizione i patrioti italiani hanno contribuito validamente alla liberazione dell’Italia e alla grande causa di tutti gli uomini liberi. Nell’Italia rinata i possessori di questo attestato saranno acclamati come patrioti che hanno combattuto per l’onore e la libertà.»

Firmato Il Maresciallo W.R.Alexander Comandante Supremo Alleato delle Forze nel Mediterraneo Centrale

Così recitava il « Certificato al Patriota», denominati anche “Brevetti Alexander” e conferiti ai partigiani italiani.

Revisionismi
Cosi’ scriveva Giorgio Bocca nel 2003.
“Chi vuole cancellare il 25 aprile*

/*di Giorgio Bocca */

MI è tornato fra le mani un libro, il primo, che scrissi nel maggio del ‘45, a memoria freschissima. Si intitolava “Partigiani della montagna”, era la storia delle divisioni di Giustizia e libertà del Cuneese e sfogliandolo ho pensato: sarà un libro ingenuo, in un italiano un po’ tradotto dal piemontese ma qui, quanto a storia, non c’è proprio niente da rivedere, le cose sono andate davvero così, sulle montagne di casa mia e su quelle di tutto il resto di Italia.
Con quella guerra, più o meno civile, più o meno decisiva nel conflitto mondiale, è finito il regime fascista, durato ventidue anni. Dunque non si può mescolarla, commemorarla, parificarla a quella di chi quel regime ha difeso fino all’ultimo giorno. Il partito dei combattenti, delle medaglie d’oro, del siamo tutti italiani allora non esisteva e ciò che non è esistito non fa parte della storia, fa parte del revisionismo che manipola la storia a fini politici. Esso può piacere a quanti tengono presente ai loro fini e comodi che oggi i neofascisti stanno al governo in ministeri importanti e che al Polo delle libertà fa comodo confondere la Resistenza italiana con il sanguinario comunismo stalinista, ma non piace a noi che c’eravamo e che ricordiamo molto bene che il denominatore comune dei partigiani era la guerra ai nazisti e ai fascisti.
NON la guerra della propaganda politica che poi seguì per il comunismo, o il liberalismo, o l’azionismo di cui sapevamo poco o niente. Nelle discussioni che ebbi con Montanelli e altri dissacratori della Resistenza, ripetevo inutilmente: senti, un giorno del ‘44 in una mattina limpida stavo su una collina delle Langhe da cui si vedeva l’intero arco alpino. E mi dicevo in ogni valle c’è una formazione partigiana, in ogni città o villaggio c’è un comitato di liberazione, qualcosa di importante partendo da niente lo abbiamo pur fatto in questi mesi. Quella Italia grigia di cui ora parlano i revisionisti era pure dalla parte nostra, ci sfamava, ci ospitava, ci aiutava. Ci danno perciò un grande fastidio i faccendieri della politica che starnazzano e si agitano per mettere assieme partigiani e camicie nere, morti di Marzabotto e morti nelle foibe, la commemorazione di sinistra alla Risiera di San Sabba e quella alla Foiba di Basovizza che mette assieme fascisti e vittime dei titini che non sono sempre la stessa cosa. Il sindaco di Bologna Guazzaloca lasci perdere le commemorazioni dei caduti “tutti uguali”. Siamo stati molto diseguali da vivi, e lì ci fermiamo. La vicenda politica che ne è seguita non è esaltante è la solita vicenda del trasformismo italiano, dei comunisti o dei socialisti che passano al polo della libertà, dei fascisti che fanno i democratici, dei tira a campare che cercano di servire i due padroni.
Mi è tornato fra le mani quel piccolo libro: le confusioni allora non erano possibili, chi sorpassava la linea di divisione ci lasciava la pelle. E chi ha dei ricordi veri li custodisca senza guastarli con i pastrocchi commemorativi.
(la Repubblica, 23 aprile 2003)

Interpretazione semiseria del Veltroni-Pensiero