“Elimino l’ICI”… Meno tasse? non per tutti.

ICI E ITALIANI ALL’ESTERO, SPOSATO (PD): MENO TASSE? NON PER TUTTI!

“Via l’ICI per tutti!”, è stato questo uno degli slogan portanti della campagna elettorale del PDL in Italia ed all’estero e probabilmente non saranno stati pochi gli elettori che, in perfetta buona fede, si sono fatti abbagliare da un impegno elettorale che si sta ora rilevando l’ennesima promessa da televendita.
Passata la frenesia della campagna elettorale, la maggioranza neoeletta si trova infatti a dover fare i conti con la realtà ed i cittadini, ed in questo caso anche gli amministratori locali, iniziano a intravedere l’altra faccia della medaglia delle promesse elettorali del governo.

E’ di pochi giorni fa infatti la notizia del ricorso che la Regione Sicilia (governata da Lombardo e quindi da un alleato del governo nazionale) intende promuovere presso la Corte Costituzionale contro la decisione di abolizione dell’ICI. Il cavillo giuridico utilizzato a fondamento del ricorso è semplice, ovvero la mancata convocazione del presidente della Regione siciliana al Consiglio dei Ministri di Napoli, che avendo discusso e approvato misure di interesse anche regionale avrebbe dovuto vedere la necessaria presenza dei governanti delle Regioni coinvolte. La ragione di merito, invece, è ben altra, e riguarda le pesanti ripercussioni che i tagli necessari per finanziare l’abrogazione dell’ICI producono per lo sviluppo delle regioni meridionali, Sicilia e Calabria in testa. “Voterò contro – tuona Lombardo – quei soldi sono essenziali per la nostra Regione”. Gli fa eco Agazio Loiero, governatore calabrese, “le risorse tagliate provengono in gran parte dagli impegni assunti nella precedente legislatura a favore dello sviluppo infrastrutturale”, e boccia anche la proposta di Giulio Tremonti, che col solito stile creativo vorrebbe colmare la lacuna utilizzando i fondi strutturali europei. “Quei fondi – spiega Loiero – sono aggiuntivi e comunque già finiti.”

In effetti, ad andare a vedere i tagli che il governo Berlusconi effettuerà per finanziare l’abolizione dell’ICI si capisce velocemente che questo “risparmio” costerà parecchio agli italiani, in particolare se residenti nelle Regioni meridionali.
Meno 113 milioni di Euro per il trasporto pubblico locale, meno 56 milioni per la ferrovia Pescara-Roma, meno 20 milioni per la mobilità sulla Salerno-Reggio Calabria ed il trasporto nello stretto, meno 55 milioni di incentivi all’occupazione e, per quanto riguarda la Sicilia, meno 50 milioni per i danni a produzioni agricole dell’isola. E’ questo il conto che ha presentato il governo, una vera e propria batosta in particolar modo per quella parte dell’Italia che ha una disperata esigenza di investimenti strutturali per il suo tanto agognato quanto indispensabile rilancio.

Una bella beffa quindi per i cittadini italiani meridionali, e non solo per loro.
Come spiega infatti il deputato PD dell’America del Nord, Gino Bucchino, gli italiani all’estero, che grazie al tanto vituperato governo Prodi si erano visti aumentare il loro risparmio sull’ICI per gli immobili di proprietà in Italia fino ad un tetto massimo di 300 Euro, si ritrovano ora nella più totale confusione. “Non solo l’abolizione dell’ICI non è stata estesa agli italiani residenti all’estero – spiega il parlamentare in una sua nota – ma incredibilmente è stata abrogata anche l’ulteriore detrazione sull’imposta comunale fino a 200 Euro introdotta dalla Finanziaria 2008.”
Paradossalmente quindi, l’abrogazione dell’ICI tanto promessa e sbandierata dal Berlusconi elettorale, a poche settimane dal voto si trasforma per i cittadini all’estero in un corposo aumento, in quanto si ritorna solamente alla detrazione “vecchia” del 1993 senza la possibilità di poter ricorrere all’ulteriore riduzione approvata dal governo di Romano Prodi.

Si tratta di una situazione veramente paradossale, che potrebbe indurre qualche osservatore più naif a pensare ad un errore, una svista. “In un primo momento – spiega a tal proposito Bucchino – anche noi ci siamo chiesti se si trattasse di una svista o di un’esclusione consapevole. Il dilemma è stato sciolto quando abbiamo letto la relazione illustrativa del Decreto, ove si dice esplicitamente che per l’unità immobiliare posseduta in Italia, a titolo di proprietà o di usufrutto, dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, è riconosciuta solo la detrazione di base peraltro in vigore già dal 1993.” Non colpa, come direbbe un giurista, ma di vero e proprio dolo si tratta.

Ma si sa, la creatività italiana non conosce confini e non si ferma neanche di fronte a faccende serie come l’attività legislativa. “La direzione per il federalismo fiscale del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia – spiega Dino Nardi, responsabile UIM Europa – ha chiarito in una sua risoluzione che tra gli immobili a cui deve essere riconosciuta l’esenzione non figurano le unità immobiliari possedute dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato.” Fin qui quindi tutto confermato, gli italiani all’estero l’ICI la pagano, punto.
A spiegarci però che non è proprio sempre così, e che tutta la faccenda non è per l’appunto priva di una certa creatività (o meglio, confusione) è proprio Dino Nardi. “Tali unità immobiliari (di proprietà di italiani all’estero) possono godere dell’esenzione totale dall’ICI nel caso in cui i regolamenti comunali, vigenti alla data del 29 maggio 2008, ne abbiano espressamente previsto l’assimilazione all’abitazione principale”.
Attraverso un’applicazione rigorosa della logica dello scaricabarile, il Governo fa quindi dipendere dal Comune l’eventuale obbligo del pagamento dell’ICI in capo al cittadino all’estero. Se, infatti, il comune italiano di origine dell’emigrato classifica la sua casa come abitazione principale, questa torna a beneficiare dell’abolizione dell’imposta. Se invece il comune questa parificazione non la fa, l’ICI si applica in pieno ed il connazionale, al quale in campagna elettorale era stata promessa la fuoriuscita dell’ICI dalla porta, se la vede ora rientrare dalla finestra.

In definitiva, agli slogan elettorali il governo fa seguire una grande confusione e, per quanto riguarda gli italiani all’estero, una grave situazione di disparità di trattamento. Vi saranno infatti alcuni (pochi o molti non è dato sapere) fortunati che potranno beneficiare dell’abolizione dell’ICI, facendola però pagare a caro prezzo alle proprie Regioni di origine in termini di minori investimenti e quindi minore sviluppo. Gli altri, invece, non solo dovranno assistere al danno di un Mezzogiorno con sempre meno risorse, ma saranno i protagonisti di una “riduzione fiscale” che, in barba a tutte le leggi economiche, comporterà un maggiore peso per il proprio portafoglio.

dal sito del PD

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