I Mille di Boston per Veltroni ’08

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Lettera aperta al Partito Democratico e all’Italia
(firmata da 60 ricercatori italiani di Boston, USA)

Noi, un gruppo di ricercatrici e ricercatori di Harvard, MIT ed altri prestigiosi istituti di Boston, emigrati in America in anni vicini e lontani, abbiamo deciso di sostenere il Partito Democratico. Riteniamo che il Partito Democratico sia l’unica forza politica che si sia messa in gioco scommettendo su qualcosa di nuovo, aprendo una nuova stagione politica.Vogliamo appartenere ad una forza progressista moderna e matura, che metta al centro dei suoi progetti il cittadino, la sua liberta’ individuale e ricerca della felicità, ma anche i suoi doveri. Crediamo in una sinistra meno ideologica e più pragmatica. Crediamo in una forza politica con un forte senso dello Stato e rispetto per le istituzioni. Crediamo in una forza politica che sappia prendersi l’onere di decisioni impopolari. Crediamo che essere di sinistra voglia anche dire essere per le liberalizzazioni economiche, strumento di rottura con il sistema delle rendite di posizione che soffoca la competitivita’ del Paese. Crediamo che essere di sinistra non significhi proteggere chi lavora poco o male ma piuttosto dare a tutti le stesse opportunità. Crediamo in una forza progressista che abbia a cuore la legalità e l’ordine pubblico. Crediamo che l’evasione fiscale e l’abusivismo edilizio vadano contrastati senza ambiguità. Crediamo che l’Italia abbia bisogno di unità ma debba allo stesso tempo andare verso un vero bipolarismo, costruttivo e rispettoso dell’avversario. Crediamo che essere per la pace non voglia dire voltare lo sguardo quando in altri paesi i diritti umani sono calpestati. Questi sono i motivi per cui sosteniamo il Partito Democratico.

A fronte di questa nostra scelta

Chiediamo al Partito Democratico di guardare con coraggio al futuro e di immaginare un’Italia nuova, dove merito e capacità siano i principali criteri di selezione. Chiediamo subito una nuova legge elettorale con forti elementi maggioritari che consenta governabilita’. Chiediamo pluralismo televisivo e una legge sul conflitto di interessi che sia in linea con standard europei. Chiediamo di tagliare il numero dei parlamentari e i vergognosi privilegi della casta politica. Crediamo nella bellezza della politica ma non nella sua degenerazione. Chiediamo l’applicazione di standard internazionali per la selezione dei dirigenti pubblici. Chiediamo al Partito Democratico di pensare al bene dell’Italia intera quando una corporazione difende i propri interessi privati. Chiediamo più investimenti per la ricerca scientifica ma soprattutto la loro distribuizione con criteri meritocratici e l’introduzione di meccanismi di selezione e promozione che portino all’estinzione delle baronie universitarie. Chiediamo piu’ sensibilita’ verso la cultura scientifica e maggiore apertura alla innovazione tecnologica. Chiediamo onesta’, coraggio e lungimiranza. Chiediamo di aprire le liste elettorali a chi sta fuori dall’apparato del Partito. Non possiamo permettere al patrimonio di energie e idee emerso negli scorsi mesi di andare perduto o deluso. Il Partito Democratico deve dare spazio politico a persone con esperienze diverse ed idee innovative. Ce ne sono tante. Riponiamo la nostra speranza in Walter Veltroni: gli chiediamo di non perdere questa occasione unica nella vita politica Italiana del dopoguerra. Questo è il nostro momento, la nostra occasione di aprire un nuovo capitolo della storia Italiana.Vogliamo indicare un nome perche’ pensiamo che essere responsabili e propositivi significhi anche fare delle scelte. Indichiamo Ivan Scalfarotto come esempio di persona a cui il Partito Democratico dovrebbe dare spazio.

Si puo’ fare.

Andrea Ballabeni (Harvard), Paola Merlo (Harvard), Raffaella Zamponi (DFCI-Harvard), Serena Landini (DFCI-Harvard), Emanuele Palescandolo (DFCI-Harvard), Andrea Ventura (MIT), Luisa Di Stefano (MGH-Harvard), Giuseppe Fedele (DFCI-Harvard), Giancarlo Bruno (Harvard), Valentina Nardi (Children’s-Harvard), Giada Bianchi (DFCI-Harvard), Emilio Parisini (DFCI-Harvard), Marco Mazzone (Harvard), Isa Orvieto (International Institute of Boston), Alessandro Doria (Joslin-Harvard), Federico De Masi (Brigham and Women’s-Harvard), Alice Tommasi di Vignano (MGH-Harvard), Salvatore Sordillo (CIDC), Maria Binz-Scharf (Harvard, ora a NY), Massimo Merigh (Harvard), Rosanna Piccirillo (Harvard), Laura Riva (MIT), Dolores Di Vizio (Children’s-Harvard), Tancredi Botto (Schlumberger Doll Research), Giulia Fulci (MGH-Harvard), Walter Fontana (Harvard), Paolo Boccazzi (MIT), Giulio Draetta (Merck), Ilaria Mogno (Boston University), Roman Stocker (MIT), Primo Vannicelli (UMass), Arcangela De Nicolo (DFCI-Harvard), Leonardo Angelone (MGH-Harvard), Gaia Sciaranghella (DFCI-Harvard), Lucio Baccaro (MIT), Fabrizio Ferre (Children’s-Harvard), Chiara Grisanzio (Harvard), Paolo Tieri (DFCI-Harvard, ora a UniBo), Francesca Di Nunzio (DFCI-Harvard), Aldo Rozzo (Harvard), Elisa Benedettini (DFCI-Harvard), Giovanni Roti (DFCI-Harvard), Bartolomeo Angelici (Harvard), Fabrizio Bello (Fraunhofer-BU), Konstantinos Lefkimmiatis (Brigham and Women’s-Harvard), Alessandro Fornari (DFCI-Harvard), Giorgia Zadra (DFCI-Harvard), Giovanni Zambotti (Mystic River Watershed As.), Cecilia Cotta Ramusino (Harvard), Chiara Gerhardinger (Schepens-Harvard), David Fortunato (Brown Un.), Santina Ventimiglia (Brown Un.), Laura Zanini (Brigham and Women’s-Harvard), Davide Zoccolan (MIT), Massimo Loda (DFCI-Harvard), Silvia Vergani (Harvard), Maria Francesca Spadea (MGH-Harvard), Gennaro Chierchia (Harvard), Alberto Migliore (UMass), Federica Latta (Suffolk Uni.), Angelo Polito (Children’s-Harvard), Elisa Tomat (MIT), Simone Bianco (CWM, VA), Alioscia Hamma (MIT) [Foto di Pedro Bordalo].

Per adesioni, scrivere a : imilleboston@gmail.com

*Disclaimer
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8 commenti

  1. ciao a tutti,
    sono Fabrizio Mazzonna un phd in Econometria di Tor Vergata, che insieme ad altri “giovani economisti” in giro per l’Italia, abbiamo fondato un sito appunto theye: the eye of young economist.
    Essendo interessanti come voi a migliorare questo paese, magari cercando di dare un contributo non scontato al dibattito pubblico italiano, volevo chiedervi se eravate interessati a collaborare con noi.
    In questi giorni stiamo analizzando i programmi elettorali dei vari partiti politici, al fine di elaborare un manifesto politico, con 5 o 6 proposte al massimo, su alcuni temi che ci stanno particolarmente cuore, tra i quali università e ricerca, lavoro e welfare.
    Crediamo in questo modo, di poter contribuire positivamente alla discussione programmatica durante la campagna elettorale.
    Aspettando una vostra risposta, spero andiate a vistare il nostro sito http://www.theye.it

    Contattateci a: info@theye.it

  2. Faccio parte di un ‘associazione di retinopatici ,purtroppo siamo invisibili e figli di un dio minore ,facciamo parte della categoria malattie rare, i pazienti sono tanti ,rara è la sensibilità delle istituzioni ,dei media ,e di conseguenza rara la ricerca,sebbene ci siano dei ricercatori al Tigem di Napoli ad un passo dalla realizzazione di una possibile terapia ma purtroppo sono rare anche le diagnosi in Italia non si investe neppure nel trovare la diagnosi,siamo stanchi di assistenza spicciola ,vogliamo partecipare alla costruzione di un paese migliore,la nostra speranza si accende quando incontriamo le singole persone ma comincia a vacillare quando si scontra con la politica.Auguri a tutti

  3. Cari mille di Boston, bella iniziativa; anche l’idea del Blog indipendentemente dalla politica, che speriamo ci porti qualcosa di nuovo e di meno ributtante di quello che abbiamo visto negli ultimi anni.
    Io sono uno dei mille (non di Boston, di Bethesda, e di qualche anno fa, ma poco importa) che ha vissuto in modo abbastanza articolato le difficoltà del rientro in Italia (eufemismo), per poi trovarmi improvvisamente in una congiuntura nella quale era davvero possibile fare qualcosa di concreto per quello in cui ho creduto e ho combattuto per vent’anni.
    Se andate al sito del CIBIO (www.unitn.it/cibio) dell’Università di Trento troverete un centro neocostiuito al quale stiamo lavorando da due anni, e non vi accorgerete troppo di essere in Italia. I nostri PI, rigorosamente, assolutamente indipendenti – io sono garante di questa indipendenza, anche per aver subito personalmente vessazioni di ogni tipo – hanno 38 anni di età media contro i 53 dell’accademia italiana, hanno un impact factor medio che già in partenza è superato solo da quello di un’istituzione di ricerca in Italia, e stanno costruendo un gruppo di giovani entusiasti che vuol far vedere cosa si riesce a fare in Italia in ambito di ricerca biologica fondamentale (blu sky research, genetic models, approccio interdisciplinare), e come se si parte in questo modo si arrivi alla clinica meglio di quanto non faccia chi pensa che la scienza biomedica cominci dal letto del paziente.
    Attenzione che questo è un progetto puramente accademico, universitario. Abbiamo pubblicato un primo annuncio su NatureJobs, storicamente il primo da una università italiana, più di un anno fa. I nostri visiting o contrattisti PI avranno chances di entrare nei ranghi dell’università, e questo solo in funzione di quel che riusciranno di buono a fare.
    Leggetevi cos’è il Trentino, cosa l’Università di Trento e capirete perché una cosa del genere lì (adesso io sono proprio a Boston, per alcuni giorni, a cercare occasioni di finanziamento per chi vuole rientrare) è davvero possibile.
    Nell’attesa che il PD ci salvi, o qualche altra forza politica lo faccia in sua vece- come si dice, basta che lo facciano. Nell’attesa, stanno accadendo delle cose. Scrivetemi, se volete:

    alessandro.quattrone@unitn.it

  4. Salve a tutti,
    sono un ricercatore al MIT, e ho appreso di questa iniziativa soltanto adesso da la Repubblica.it. Mi associo in pieno. Non solo si puo’ fare, ce la faremo!
    Alioscia Hamma

  5. Ho visitato per la prima volta il sito e credo che continuero a farlo. Spero in un rapporto di collaborazione e di confronto.
    Antonino Leone

  6. mi chiedo come si può , fuori dalla realtà Italiana, fuori dai problemi della vita di tutti i giorni nel territorio italiano, fuori dalla quotidianità, fuori dall’aria che si respira qui, dai sogni, dai desideri dell’essere Italiani in territorio Italiano proclamarsi sostenitori e seguaci di questo o quel partito politico con ogni sorta di polemica solo per il gusto di fare polemica ….. Abbiamo visto come si è ridotta l’Italia negli ultimi anni con la sinistra….. Ma al dilà di questo…. Cosa ne sapete voi , lì in America regno incontrastato del consumismo come vive l’Italiano qui oggi quando il suo stipendio non gli basta per arrivare a fine mese? Cosa ne sapete voi dall’alto del vostro sgabello made in America di quello che succede qui? E perchè se vi proclamate così tanto di sinistra non venite qui a rimboccarvi le maniche e a dare un aiuto concreto e non lanciare messaggi idealistici nell’etere? troppo comodo così, non vi pare??

  7. comodo ste due balle…siamo cittadini italiani, alcuni di noi hanno lasciato la loro famiglia che amano da 10 anni, altri solo da 6 mesi, ci facciamo il culo 80 ore alla settimana tra esperimenti e studio, facciamo magari i volontarii in associazioni di protezione civile e per le liberta’ civili. e dovremmo aver pena per voi italiani che state li a piagnucolare mentre magari vivete a casa dalla mamma.…?

    cosa pensi che qua si viva nell’oro e negli ozi?

    rimboccati le maniche tu e decidi se non sia il caso di prendere nelle tue mani il destino tuo e fare qualcosa, invece di lamentarti online o dar la colpa alla “sinistra” …

    la democrazia cristiana ha governato il paese per 50 anni, seminando corruzione e generando massoni e mafiosi come berlusconi, che fino a 15 anni fa leccava il culo ai vari forlani e craxi. la sinistra ha le sue colpe, ma voi bischeri a credere ad un puzzone come berlusconi che ve lo mettera’ in culo senza paraffina. ve lo meritate e vi meritate il disastro che vi portera’.

    io vedo che in emilia dromagna dove governa la “sinistra” hanno buongoverno, meno corruzione, prosperita’, educazione e servizi sociali nordeuropei, migliai di meridionali e settentrionali che vengono ogni giorno a farsi curare perche’ nei loro comuni di destra hanno servizi di merda. chissa’ perche’…

    …fatti non pugnette…

  8. ..bella iniziativa ragazzi.. bella davvero.. ma consiglio di non farvi convincere a tornare in Italia. Io l’ho fatto ed adesso sono pronto ad andarmene di nuovo anche dal bel Trentino del Prof. Quattrone dove lui sta facendo gran belle cose e molti sforzi ma la logica di base dell’Universita’ rimane “italiana”.. se capite quel che intendo.
    RImanete a Boston o in qualsiasi altra citta’ fuori dall’Italia.. almeno sarete amareggiati ma non “incul…” per come funzionano le cose qui…


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