Ricerca Scientifica in Italia

Correspondence

Nature 452, 685 (10 April 2008) | doi:10.1038/452685b; Published online 9 April 2008

Italy must invest more in science and technology

Ivano Bertini1, Silvio Garattini2 & Rino Rappuoli3

  1. Center for Magnetic Resonance, University of Florence, 50019 Sesto Fiorentino (FI), Italy
  2. Mario Negri Institute, 20157 Milan, Italy
  3. Novartis Vaccines and Diagnostics, via Fiorentina 1, 53100 Siena, Italy
Sir

Silvio Berlusconi and Walter Veltroni, the leaders of the two major political parties taking part in Italy’s elections on 13 and 14 April, have been debating issues critical for the future of the country’s economy — with one crucial omission. Neither of these has mentioned increasing investment in science, technology and education.

Europe and North America realize that their twentieth-century economies, based on manufacturing industry and commerce, are rapidly disappearing under the pressure of emerging economies and globalization. The economy of the twenty-first century will hinge on investment in science and technology — as the US Congress was advised in a 2007 report by the US National Academies, Rising Above the Gathering Storm: Energizing and Employing America for a Brighter Economic Future. The European Union has come out with the Lisbon strategy, intending to become “the most dynamic and competitive knowledge-based economy in the world”, by investing 3% of gross deomestic product in research by 2010 (http://tinyurl.com/59phnh).

Italy is not following the Lisbon strategy and today is one of the European countries investing least in research (less than 1.5% of GDP — in contrast to 3.86% by Sweden, 2.51% by Germany, 2.13% by France and 1.73% by the United Kingdom, for example (Nature 451, 378; doi:10.1038/451378a 2008). Italy has only 2.7 scientists per 1,000 of the population, whereas the European average is five and the US average is six. Without more investment, the Italian economy will certainly suffer, to the detriment of the coming generation.

The sparse attention to science in the Italian election campaign reflects a lamentably low interest in science nationwide. Some believe that the Italian university system is not competitive, so no more money should be spent on it until appropriate reforms have been carried out. But reform will not be possible without a sustained increase in research investment. At present, the research budget covers only staff salaries and there is no scope for encouraging the best scientists with increased funding.

Perhaps the scientific community in Italy has failed to communicate effectively the importance of science in the skilled employment and innovative enterprises that are key to our future prosperity. Nonetheless, our national administrators must take this on board and make investment in research and technology the highest priority”

La tesi di fondo e’ ampiamente accettata: senza invetimenti nel capitale umano, una economia perde competitivita’, produttivita’ ed un paese muore. Ma ogni paese ha anche una sua storia che diventa rilevante quando si devono fare scelte politiche.

La nostra e’ quella delle Ope Legis ameritocratiche nell’Universita’ di inizio anni ’80, di un sistema di finanziamenti che premia cordate di potere e conoscenze, piuttosto che creativita’ , individualismo e merito, di un sistema di reclutamento e promozione feudale che premiano fedelta’ , subalternita’ e mediocrita’ piuttosto che autonomia, spirito critico ed eccellenza. Un sistema del genere perde autorita’ e prestigio e cessa di diventare modello di riferimento per la societa’. Una casta tra le altre caste.

Il problema Italiano e’ far emergere gli individui che possono competere a livello internazionale e marginalizzare chi parassitizza l’universita’ o la rende una proprieta’ personale. Indipendentemente dal possedere o meno “angeli custodi”. Non e’ un problema con semplice soluzione ma e’ un problema che taglia trasversalmente il Paese.

Con la nostra storia, iniettare piu’ soldi nel sistema cosi’ come e’ organizzato ora sarebbe un po’ come bruciare il violino per vendere la cenere.

M.

Scuola, Universita’ e Ricerca secondo la piccola politica italiana

ADI, l’associazione dei dottori di ricerca italiani, ha chiesto a vari partiti “che fare” dell’universita’ e della scuola italiana. Le risposte variano dall’ideologico al pragmatico, dallo stantio al rivoluzionario, dal coraggioso al timido, dal brillante all’idiotico, pero’ l’impressione generale e’ che cultura, istruzione ed universita’ siano sempre un paragrafino nascosto da qualche parte nel programma. Ahime, il Paese di Galileo, Leonardo, Marconi e Fermi ora ha altri miti….

Comunque, qui a voi la scelta…

M.

PS: Anche NoisefromAmerika ha una simile iniziativa nel loro portale (…una delle domande l’abbiamo fatta noi…). Non che le cosi cambino di molto.

Milano futura capitale della scienza in Europa?

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“La scienza e’, insieme alla musica, l’arte e la cultura, il termometro della internazionalita’. Se Milano diventasse capitale europea della ricerca scientifica (e ha i numeri per farlo) completerebbe il suo percorso. La scienza e’ universale, multietnica, pacificatrice”.
Umberto Veronesi (2 Aprile 2008)

America Settentrionale e Centrale: come si vota

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Molti cittadini italiani iscritti AIRE hanno gia’ ricevuto il kit per la votazione (vedi foto). Per coloro non iscritti all’AIRE e temporaneamente residenti all’estero (<12 mesi) contattare il consolato per esplorare opzioni di voto.
Qui ci sono le modalita’ di voto per posta.
Qui ci sono i candidati per la Camera per l’America Settentrionale e Centrale.
Qui ci sono i candidati per il Senato per l’America Settentrionale e Centrale.
Non dimenticate di includere il tagliando nella parte bassa del certificato!
Le votazioni in Italia sono il 13 e 14 Aprile mentre
Chi vota all’estero deve far pervenire le proprie schede
(opportunamente imbustate ed usando la lettera preaffrancata inclusa)
al proprio Consolato entro le ore 4:00pm locali del 10 Aprile.
Questo e’ il Consolato di Boston.

Voglia di tornare grandi

Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la Medicina 1986, e Carlo Rubbia, Premio Nobel per la Fisica 1984

Un gruppo di studiosi e ricercatori italiani, fra i quali Edoardo Boncinelli (Università Vita-Salute San Raffaele di Milano) Margherita Hack (Università di Trieste) e Rita Levi Montalcini (Premio Nobel per la Medicina), ha presentato un appello che vuole scuotere il mondo politico e intellettuale italiano.

Il manifesto pone l’accento sulla mancanza di interesse politico nei confronti della ricerca scientifica e dell’alta formazione, strumenti essenziali per la crescita intellettuale ma soprattutto per lo sviluppo economico del nostro Paese.

Firma l’appello qui.

Saving private Walter

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Una cosa che tanti italiani non sanno e’ che alle elezioni politiche del 2006 la maggior parte dei nostri connazionali residenti all’estero aveva votato per il centrodestra.

Gli italiani all’estero erano stati determinanti per la vittoria del centrosinistra unicamente perche’ il centrodestra si era presentato diviso.

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L’entusiasmo c’e’ (anche nel profondo nord)

 

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Emanuela Grassilli, ricercatrice biologa all’Universita’ Bicocca di Milano, ci manda per email le sue impressioni dopo l’incontro con Walter Veltroni a Monza. (AB)

 

“Sono appena andata a sentire “uolter”, nella meravigliosa scenografia del piazzale antistante la villa reale a monza (peccato il cielo grigio)… bandiere del pd che garrivano al vento, palloncini tricolori che sono stati lasciati andare al termine, sulle note di fratelli d’italia… molta più gente di quanto m’aspettassi per una città notoriamente non di sinistra, tante facce giovani, tanto entusiasmo e applausi.

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